
M. L. Favia
Oltre le parole vuol dire riconoscere che essere sordi non significa soltanto non udire i suoni e trascorrere l'esistenza a cercare di decodificarli. Significa smontare il concetto di mancanza, superare la visione verbocentrica della comunicazione, aprire verso l'esterno la propria identitĂ di udente, ri-orientare, in altre parole, le proprie convinzioni sui canali della vita di relazione.
Queste pagine, scritte a completamento del volume di Simonetta Maragna "Una scuola oltre le parole. Educare il bambino sordo alla lingua parlata e scritta " (IB06) - con esempi di unitĂ didattiche - vogliono chiarire come la sorditĂ , pur costituendo un ostacolo alla comunicazione verbale, consenta lo sviluppo pieno ed armonioso della persona sorda: non solo la scuola, ma anche la famiglia e la societĂ possono e devono andare oltre, possono e devono superare il limite dialogando con la diversitĂ , senza annullarne il valore con l'arroganza delle certezze.
Completano il volume alcune nozioni di clinica e i riferimenti legislativi ad oggi operanti.
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